La sindrome da apnee notturne: cos’è e come contrastarla

La sindrome da apnee notturne: cos’è e come contrastarla

Apnee notturne: cosa sono

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il problema delle apnee notturne è abbastanza frequente, soprattutto in chi russa: si calcola infatti che circa la metà delle persone che normalmente russano sia portata a presentare episodi più o meno ricorrenti di apnee notturne. Si tratta di una vera e propria sindrome che prevede l’interruzione della respirazione di chi ne soffre;

solitamente le apnee notturne durano pochi secondi, ma a volte, nei casi più gravi, possono durare anche uno o due minuti. Si tratta di episodi ricorrenti, che si ripetono cioè moltissime volte nell’soluzione apnee notturnearco di un’ora (si calcola che in sessanta minuti sia possibile avere anche più di trenta apnee dalla durata variabile). A volte il respiro non s’interrompe del tutto, ma rallenta così tanto che è come non respirare.

La sindrome da apnee notturne viene considerata una patologia cronica, le cui conseguenze più importanti si riscontrano sulla qualità del sonno, che in molti casi viene gravemente compromessa. Quando infatti il respiro rallenta, oppure cessa del tutto, l’organismo passa da una fase di sonno molto profonda – che è quella più rigenerante, che consente al mattino di sentirsi riposati e in forma – a un sonno molto leggero, che viene facilmente interrotto da rumori o anche dal proprio russare.

Cause e conseguenze della sindrome da apnee notturne

Chi soffre di apnee notturne, dunque, non dorme bene e soprattutto anche dopo un riposo di diverse ore non si sveglia mai al 100% delle proprie forze, realmente riposato come sarebbe se il suo sonno fosse stato davvero di qualità, ovvero profondo. Dal momento che si tratta di un disturbo che affligge i pazienti durante il sonno, chi ne soffre solitamente non se ne accorge; è chi gli dorme accanto a rilevare il problema, che quasi sempre è collegato anche a un russare forte e discontinuo.

A soffrire di più di apnee notturne sono gli obesi o chi ha le tonsille ingrossate: in entrambi questi casi, che non di rado interessano anche i bambini, si parla di apnee ostruttive. L’apnea centrale nel sonno è invece un tipo di apnea meno frequente causata da una piccola disfunzione cerebrale: la zona del cervello preposta al controllo della respirazione per alcuni secondi durante il sonno va in tilt, non inviando segnali corretti ai muscoli interessati dalla respirazione, che cioè la determinano; ecco che allora per qualche secondo la respirazione s’interrompe o rallenta.

I rischi correlati

Conseguentemente a ciò, i livelli di ossigeno nel sangue si abbassano anche di molto, e allora il cervello disturba il sonno per creare allerta nell’organismo e far sì che la respirazione torni normale, anche se a volte solo per pochi minuti prima di un ulteriore episodio di apnea. Sebbene non mettano il soggetto a rischio di vita, le apnee notturne favoriscono insonni e stress e soprattutto, aumentando la frequenza cardiaca, aumentano il rischio di soffrire di ipertensione e aritmie, nonché quello di ictus e infarto.

Chi soffre di questa sindrome è inoltre più predisposto a patologie come obesità e diabete, visto che anche il metabolismo risulta alterato. Che fare dunque se si scopre di soffrire di apnee notturne?

Cure e rimedi

Le apnee notturne possono essere curate soltanto dopo un’apposita diagnosi da parte del medico di base, in quale se necessario rimanderà il paziente ad altri specialisti. Egli accerterà l’eventuale presenza di gonfiori o ingrossamenti di tessuti e tonsille, notando se anche l’ugola o il palato appaiono ingrossati. Se necessario, inoltre, imporrà al paziente una dieta o una radicale modifica dei propri stili di vita, decidendo quando è il caso di rivolgersi a neurologi o esperti del sonno.